Scegliere la soluzione HR con consapevolezza ed efficacia.
La digitalizzazione delle Risorse Umane è sempre più diffusa nelle aziende italiane, ma spesso si scontra con risultati inferiori alle aspettative.
Tra le principali cause emergono la scarsa partecipazione delle persone coinvolte, la mancanza di risorse dedicate e un presidio insufficiente del cambiamento. Un nodo centrale dei progetti HR digitali riguarda l’equilibrio tra standardizzazione e personalizzazione:
adottare soluzioni troppo rigide o, al contrario, eccessivamente customizzate può compromettere efficacia e sostenibilità del progetto.
Modelli come la regola del 70-20-10 e il criterio delle tre “V” aiutano a orientare le scelte, mentre l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale apre nuove opportunità per rendere questo equilibrio un vantaggio competitivo.
L’equilibrio tra standardizzazione e personalizzazione
Uno dei ‘dilemmi’ che più di frequente affliggono le organizzazioni all’inizio di ogni processo di adozione tecnologica riguarda l’equilibrio tra l’adozione di una
soluzione standard oppure personalizzata. Dopo aver analizzato il punto di partenza e definito gli obiettivi di intervento, è necessario che aziende e partner si
confrontino e da qui disegnino un cammino ad hoc.
Ciò detto, è sempre utile condividere un perimetro:
secondo la regola del 70-20-10, il 70% della dotazione tecnologica di cui ci si dispone deve essere di tipo standard, per iniziare ad appoggiarsi su un sistema solido; 20%, invece, dovrebbe riguardare tutte quelle configurazioni che sono necessarie all’azienda per intervenire su specifiche necessità, altrimenti non
presidiate; con il restante 10%, infine, ci si può concentrare su estensioni più mirate, ma non meno impattanti. Un esempio può essere l’integrazione di App pensate per agevolare singoli sottoprocessi.
In parallelo a questo framework, aziende e system integrator possono fare riferimento a un altro criterio fondamentale nel momento in cui devono decidere se investire tempo e risorse in estensioni:
e qui entra in gioco la regola delle tre “V”. Valore, varianza e velocità sono i tre fattori da tenere in considerazione nella valutazione dell’investimento:
- per quanto riguarda il valore, ci dev’essere un reale vantaggio misurabile sul momento e nel tempo a seguito di una certa personalizzazione;
- la varianza riguarda l’effettivo cambiamento delle funzionalità a disposizione dell’utente (quando un’integrazione è poco impattante, probabilmente i costi da mantenere non valgono l’investimento, anche a fronte degli aggiornamenti e dei miglioramenti che il vendor applica nel tempo);
- la velocità, infine, dev’essere tale da non inficiare le tempistiche di go live o i processi interni troppo a lungo.
